Duecentosessantotto passi verso il lago
Il mercante scese a picco sul lago. Tu scendi a gradini, che è più civile. Qui, al piazzale del Quicchio, comincia la scala che porta al Sasso: respira, i polpacci hanno già capito.
Un naufragio, cinque massi e un caffè: dalla grotta di un mercante pentito al bar dove Chiara scrisse l'anima di Luino.
“Benvenuto, viandante. Io sono il Barcaiolo. Ho traghettato mercanti, poeti e pellegrini, e di tutti ho imparato una cosa: il lago ricorda più di quanto dice.”Il Barcaiolo
Cosa ti chiede il narratore. La risposta, e il fatto vero che c'è dietro, la scopri sul posto.
Il mercante scese a picco sul lago. Tu scendi a gradini, che è più civile. Qui, al piazzale del Quicchio, comincia la scala che porta al Sasso: respira, i polpacci hanno già capito.
Qui il lago si apre come un ventaglio. Il Barcaiolo l'ha visto ogni giorno per una vita e non si è ancora stancato di fingere di non guardarlo.
Dal Cinquecento il mercoledì Luino diventa un mercato grande come un lago. Una concessione imperiale, una piazza che dal 1826 vede anche partire i battelli.
Un ottagono allungato, un pronao alto e nessun campanile. Qui un feudatario si fece la chiesa in casa, e il paese ci ha messo trecento anni a entrarci.