La facciata imperfetta
Alza gli occhi, viandante. I miei fratelli lavorarono con l'argilla delle loro fornaci e un pizzico di fantasia: lassù, tra gli archetti, brillano piatti venuti da lontano.
Dove i monaci bonificarono la palude e nascosero il tempo nei mattoni.
“Pace a te, viandante. Io sono Fra' Gualcherio, il primo abate di Morimondo. Parlo dall'aldilà e ho poche parole: siamo cistercensi.”Fra' Gualcherio
Cosa ti chiede il narratore. La risposta, e il fatto vero che c'è dietro, la scopri sul posto.
Alza gli occhi, viandante. I miei fratelli lavorarono con l'argilla delle loro fornaci e un pizzico di fantasia: lassù, tra gli archetti, brillano piatti venuti da lontano.
La facciata ha un portico più giovane dell'abbazia di cinque secoli. Il tempo mette mano anche ai monumenti più severi.
Barche cariche di sale veneziano risalivano questa acqua. Conta le chiuse, viandante, e cammina sull'alzaia senza avvicinarti all'acqua.
Nel chiostro il silenzio ha capitelli decorati con foglie. Tre lati restano come i miei fratelli li lasciarono.